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Chiesa

Sposarsi in Chiesa

Per chi decide di sposarsi in Chiesa, la prima cosa da fare è quella di partecipare al "corso di preparazione al Matrimonio", che è una sorta di breve catechesi per spiegare ai futuri sposi cosa è il Matrimonio per i cristiani e come esso viene celebrato in Chiesa. Il corso è generalmente obbligatorio e si tiene, con modalità diverse, in ogni parrocchia.
Alla fine del corso, che dura in genere un paio di mesi, viene rilasciato un attestato da presentare insieme agli altri documenti; Tale attestato ha una validità indicativa di due anni. E' importante, quindi, informarsi per tempo presso la parrocchia in cui si è deciso di sposarsi.

Durante il rito religioso, verranno letti agli sposi gli articoli del codice civile che riguardano obblighi e diritti derivanti dal matrimonio, in presenza dei testimoni. E' sufficiente, per legge, un testimone per ciascuno, ma la tradizione ne concede fino a due. Il loro compito si risolve nel firmare, insieme agli sposi, l'atto di matrimonio.
Secondo il rito concordatario, il matrimonio in chiesa viene riconosciuto nel suo valore anche civile, quindi in comune è sufficiente fare solo le pubblicazioni.
Alla fine della messa (o prima) si deve anche comunicare al parroco se si vuole avvalersi del regime di comunione o di divisione dei beni. Tale scelta potrà essere successivamente cambiata con dichiarazione resa ad un notaio, trascritta e annotata sull'atto di matrimonio a cura dell'Ufficio di Stato Civile.

Quale Chiesa scegliere?

In passato questa sarebbe stata una domanda superflua, in quanto era uso comune sposarsi nella parrocchia d'appartenenza della sposa, e, in verità questa tradizione è ancora abbastanza radicata.
Tuttavia oggi si ci può sposare indifferentemente presso la parrocchia dell'uno o dell'altro consorte. E' anche possibile chiedere al parroco l'autorizzazione di sposarsi in una Chiesa differente, (per esempio quella del posto in cui si andrà a vivere...) spiegandogli i motivi della scelta. Questo caso richiederà un ulteriore dispendio di tempo per la trasmissione dei documenti presso la nuova parrocchia.
Le pubblicazioni dovranno infatti essere affisse comunque anche nelle parrocchie d'origine.

Documenti per sposarsi in Chiesa

  1. Certificato di battesimo: si chiede nella parrocchia dove si è stati battezzati;
  2. Certificato di cresima: serve solo se la data non è annotata sul certificato di battesimo, la richiesta di questo certificato è un po' a discrezione dei vari parroci (secondo le direttive del proprio vescovo). C'è chi si accontenta che anche uno solo dei due sia cresimato, chi lo richiede per entrambi, e anche chi si accontenta di una "disposizione" a cresimarsi in futuro, dopo il matrimonio;
  3. Certificato di stato libero ecclesiastico: questo documento serve se uno dei due sposi (o entrambi) abbia vissuto almeno un anno, dopo il compimento dei sedici anni d'età, in una diocesi diversa da quella attuale; si può sostituire con un giuramento suppletorio effettuato davanti al parroco e a due testimoni;
  4. Pubblicazioni religiose: dopo che avete raccolto i documenti, ci si reca dal parroco per un breve colloquio (obbligarorio) che serve ad accettarsi delle motivazioni degli sposi e dell'accettazione dei vincoli del matrimonio religioso (il cosiddetto "processetto"). Dopo di che vengono affisse le pubblicazioni per otto giorni, sia presso le parrocchie dei due sposi che presso quella in cui la coppia si sposerà;
  5. Certificato di avvenuta pubblicazione: rilasciato dal parroco una volta scaduti i termini dell'affissione delle pubblicazioni;
  6. Attestato di frequenza al corso di preparazione al matrimonio;
  7. Stato dei documenti: rilasciato alla coppia che vuole sposarsi in una chiesa diversa della parrocchia di appartenenza; deve essere consegnato al parroco della chiesa prescelta;
  8. Se i fidanzati hanno già figli, e il padre non li ha riconosciuti, deve farlo. C'è un formulario apposito, che il parroco può fornire.

Sposarsi in comune

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